UN ANNO DI SERVIZIO CIVILE

UN ANNO DI SERVIZIO CIVILE

Questo anno di servizio civile è stato un anno di grande crescita personale, ricco di tante soddisfazioni ed emozioni e voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso quest’esperienza indimenticabile. Ho svolto il mio servizio civile nell’ambito dell’immigrazione precisamente in una struttura di accoglienza per i minorenni stranieri non accompagnati. È stata un’esperienza molto bella che mi ha aiutata a capire quanto possa essere difficile per un immigrato vivere portando con sé tutti i traumi da sbarco ma soprattutto se questo immigrato è un minorenne per giunta.

Ammetto che è stato difficile e soprattutto nel periodo iniziale, ha comportato una continua lotta con me stessa e con i miei limiti. Ho cercato di dare il meglio di me e di non arrendermi facilmente alle difficolta riscontrate durante il servizio. Ma grazie ai miei colleghi che mi hanno fatta sentire a mio agio fin da subito e che mi hanno aiutata e sostenuta per tutta la durata del servizio, posso dire che dopo quest’anno rimane la grande soddisfazione di aver preso parte a qualcosa di unico. Rimangono le emozioni provate nel vedere uno dei nostri ragazzi realizzare parte dei suoi sogni dopo tutte le difficoltà che ha trovato nel suo percorso di integrazione e accoglienza. Questa è la più grande ricompensa per il nostro impegno.

Rahma Nouini

Mi chiamo Naoires Ben Haddada ho 22 anni, nel 2020 ho fatto il servizio civile in “Casa Fo.Co.”, una comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati (SIPROIMI). Fino a quel momento non sapevo cosa fosse il servizio civile e neanche che cosa mi avrebbe potuto insegnare. Nei primi mesi è stato difficile perché non sapevo come mi dovevo inserire, cosa dovevo fare e questo ha comportato una continua lotta con me stessa e con i miei limiti. Man mano che avanzavo nell’esperienza, senza accorgermene, mi sono resa conto di quanto sia stato importante sia dal punto di vista lavorativo, sia formativo che interiore. Sono riuscita a superare tutte le difficoltà che avevo prima, soprattutto ad equilibrare bene la mia personalità con il ruolo di volontario civile all’interno di questo progetto. Questo anno di servizio mi ha insegnato come lavorare, collaborare e contribuire all’interno di un gruppo esprimendo i miei punti di vista, mi ha dato la possibilità di far parte di una nuova famiglia, di cresce interiormente, di superare tutte le difficoltà e le debolezze che avevo prima, di essere autonoma e in qualche in modo di mettere in pratica i miei studi. Porto con me la grande soddisfazione e le emozioni provate nel vedere il sorriso dei colleghi e dei ragazzi che vivono all’interno della comunità, nei tanti giorni condivisi insieme ma anche la tristezza nei loro volti quando ho terminato la mia esperienza di servizio civile.

Naoires Ben Haddada

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